I tre centri storici

Il Comune di Trecastelli è nato il primo gennaio 2014 dalla fusione dei Comuni di Ripe, Castel Colonna e Monterado. Situato a pochi chilometri dal mare, in provincia di Ancona, il territorio sorge in mezzo alle tipiche e rassicuranti colline marchigiane. Forte dell’identità storica e culturale delle zone da cui ha tratto gli albori, Trecastelli rappresenta una nuova realtà, che conta circa ottomila abitanti.

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La municipalità di Ripe si trova a 140 metri sul livello del mare, situata nell’entroterra Senigalliese a circa 15 chilometri dalla costa, su un esteso tratto di pianura in cui il fiume Nevola si congiunge al Misa, in una valle regolare, caratterizzata dall’alternanza di campi coltivati. La graziosa località è caratterizzata da un nucleo Castellano, è giunto fino a noi il piccolo borgo fortificato, attraversato da vicoli e dominato oggi da una costruzione di gusto neo-romantico, realizzata nella seconda metà degli anni trenta, che ospita oggi la sede del nuovo comune. La Chiesa Parrocchiale di San Pellegrino ha al suo interno un organo settecentesco del Callido. Il Villino Romualdo, edificio della seconda metà dell’ottocento recentemente restaurato, ospita al piano superiore il Museo Nori De’ Nobili, che raccoglie l’intera collezione dell’artista Eleonora De’ Nobili. Il Museo è uno dei pochissimi al mondo dedicato esclusivamente ad una figura femminile e per questo motivo è Centro Studi sulla Donna nelle Arti Visive Contemporanee.  Le località di Ponte Lucerta, Passo Ripe e Brugnetto, che costeggiano il fiume, contribuiscono ad ampliare e caratterizzare questa parte di territorio. Passo Ripe è caratterizzata dalla Chiesa del Crocifisso, dal piccolo tempio di Sant’Antonio da Padova e dall’antica fornace Allegrezza, esempio di archeologia industriale. Su uno dei rilievi che cinge la Valle del Misa, si nota imponente la dimora storica Villa Porcozzone. A Brugnetto si trova la Chiesa di San Michele Arcangelo e da una delle sue colline sorge il grandioso Palazzo Antonelli Castracani Augusti, costruito alla fine del XVII secolo e trasformato nel 1750 dal cardinale Niccolò Maria Antonelli nel “Palazzo dalle 100 finestre”, la cui forma rimane ancora oggi. Ripe è stata caratterizzata nel corso degli anni da una forte tradizione di artigianato artistico, in cui i “vecchi mestieri” hanno continuato a tramandarsi, conservando tradizioni storiche e dando vita, in alcuni casi, ad iniziative imprenditoriali.

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 La municipalità di Castel Colonna è un piccolo centro, situato ai confini della Provincia di Pesaro-Urbino, a ridosso delle colline che dividono le valli dei fiumi Nevola e Cesano. Il castello sorge su una piccola altura e vi si può entrare da un’unica porta. Al suo interno l’ambiente è caratterizzato da piccole case e orti e da stradine lastricate di pietra. La graziosa località è caratterizzata dall’immagine  di piccola fortezza che rimanda alla forma di una nave, contornata da mura e dalla torre malatestiana. Un tempo la località si chiamava “Tomba di Senigallia”, che secondo l’opinione più avvalorata, indicava il luogo che racchiudeva le abitazioni del signore e dei dipendenti, i depositi delle derrate e le stalle. Con il Regio decreto emanato da Vittorio Emanuele III nel 1921, la località diventa Castel Colonna, nome dedicato a Vittoria Colonna, sposa di Carlo Malatesta, signore di Pesaro e di Fossombrone. La torre malatestiana, situata all’interno del castello, è il monumento più importante e rappresentativo. E’ stata oggetto di due importanti restauri, che l’hanno riportata alle originali architetture quattrocentesche. Sotto l’arco, nel lato destro, è presente la targa in marmo con l’epigrafe dedicata a Vittoria Colonna. La località è caratterizzata da diversi sotterranei, una parte di essi è ancora esistente ed è stata utilizzata per costruire il rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale. La chiesa parrocchiale è probabilmente di epoca roveresca e custodisce al suo interno il quadro della Madonna col Bambino attribuito al pittore Gaetano Lapis da cagli e un crocifisso ligneo pregevolmente intagliato. Nel 2009 la municipalità è stata premiata con l’assegnazione della Bandiera Verde Agricoltura, un riconoscimento che attesta la qualità e il rispetto dell’ambiente naturale. La località detiene una grande tradizione enologica e di coltura delle olive, che guarda ad un mondo biologico che ha creato prodotti tipici  come la porchetta e il salame di Frattula.

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La municipalità di Monterado è posta al confine tra le provincie di Ancona e Pesaro-Urbino ed è contraddistinta da un centro storico che è un balcone naturale che si affaccia sul mare Adriatico e che domina la Valle del fiume Cesano da un’altitudine di 161 metri e dalla frazione di Ponte Rio, che si sviluppa nella pianura sottostante. I primi insediamenti umani risalgono al Neolitico Medio, e sono testimoniati da reperti ritrovati nella zona di Ripabianca. Nell’età del ferro sicura è la presenza dei piceni e successivamente dei galli, dei romani, dei barbari e dei longobardi. Il territorio fu soggetto in seguito a successioni signorili e retto anche dallo Stato Pontificio, periodi in cui la comunità possedeva un’organizzazione interna gestita da alcuni rappresentanti popolari. Nel 1742 fu costruito il Palazzo di Monterado, oggi Castello Cinciari, fondato sulle rovine dell’antico centro storico di epoca malatestiana. Palazzo  Cinciari è una costruzione elegante, in stile neoclasico, circondata da torrioni, scarpate, speroni e da un meraviglioso giardino all’italiana. Il Castello, nella sua forma odierna, venne progettato da Vanvitelli. Attorno al Castello si estende un bosco di pini, querce secolari allori e viburni, fatto piantare dal Conte Cerasi nella seconda metà dell’ottocento. Il castello si erge dalla piazza della piccola località, come anche la Chiesa di San Giacomo Maggiore. Monterado ha una grande tradizione enogastronomica e artigianale. Tra le manifestazioni di importanza rilevante ci sono la Sagra dei Sciughi, Sagra della Porchetta, Sagra della Goletta, la Festa del Toro  e le vie del Carnevale.